Riflessioni
Riflessioni: questo spazio è gestito ogni mese dal prof. Antonio Grassi
IL GIORNO DEI DESIDERI PIÙ COMUNI
Chi resta insensibile al Natale? I cristiani celebrano questa ricorrenza da circa diciassette secoli. Siccome per loro Gesù di Nazareth era il messia, il vero sole, vollero celebrarlo nel momento dell'anno in cui il sole ricominciava a vincere la notte e cessa il declinare all'orizzonte per sorgere vittorioso sempre più in alto. Sì, Gesù, quello che i cristiani credono inviato da Dio tra gli uomini, non è apparso miracolosamente, scendendo in gloria dai cieli, come negli schemi classici, ma è comparso come un neonato, venuto al mondo come ciascuno di noi. Il Dio eterno che si fa mortale, il Dio infinito che si fa piccolo, il Dio onnipotente che si fa debole e appare tra gli uomini come un bambino, nasce, cresce, come qualsiasi essere umano, minacciato dalla morte, vittima della malvagità di alcuni uomini: tutto questo ha immesso nella festa del Natale qualcosa che tocca tutti perché riguarda ogni uomo. Così il Natale è diventato la celebrazione della nuova vita che continua, è diventato il giorno in cui si osano manifestare i desideri più comuni e più umani: desiderio di amore, innanzitutto, di amare e di essere amati; desiderio di felicità, cercato da tutti come realtà che dà il senso primario alla vita; desiderio di pace che permette di pensare se stessi e la vita senza liti né inimicizie, senza violenza né ingiustizia. (…)
Forse, tradurre questa verità di fede in termini parlanti per gli uomini e le donne di oggi può apparire impresa ardua, eppure basta farsi carico del proprio essere uomo, basta farsi prossimo di chi è nel bisogno, partendo dalle realtà più quotidiane, dalle persone che ci stanno accanto, dal nostro comune bisogno di cibo, di affetto, di ascolto di pace, di perdono. In fondo la stessa consuetudine di scambiarci auguri e regali cosa significa se non cercare di dire all'altro che ci sta a cuore, che pensiamo a lui, che desideriamo che sia felice, che vorremmo essere nella gioia insieme, non l'uno senza l'altro, non l'uno contro l'altro?
Enzo Bianchi
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